"[…] In realtà l’atto del tradurre non è sempre, o forse non è quasi mai, un’innocente operazione filologica a favore di quanti non riescono a maneggiare una lingua straniera o un testo antico, ma è precisamente un’operazione o un progetto culturale; e lo si può dire che lo sia sempre stato, da Livio Andronico che nella Roma del III secolo traduceva l’Odissea a Vittorini che nell’Italia degli anni Trenta traduceva Steinbeck. […]"
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Costanzo Di Girolamo, Elementi di teoria letteraria
(Per me c’ha ragione, ciao stronzi)