Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. È per questo che la nostra eroina decide di trasferirsi a casa della nonna, alle porte di Milano, cercando di imparare a guidare bene e affrontare la superstrada.
"Medicina dovevamo fare… Abbiamo studiato, ci siamo fatti il mazzo per diventare persone serie, anche con un certo spessore, ma Lettere non serve a un cazzo."