Epic Fail.

Epic Fail.

Geist

Certe persone sono come dei fantasmi, in alcuni casi anche peggio. Riescono a manifestarsi sempre nei momenti meno opportuni e soprattutto in qualsiasi forma: se non possono apparire in tutta la loro fisicità ecco che soffiano via la polvere dal telefonino o recuperano la password della loro mail. Oppure, peggio ancora, ti prendono nel sonno. E te li sogni, appunto. Te li sogni in qualsiasi situazione, modo, posizione, colore, luogo, atteggiamento. Poi la mattina dopo, una volta svegli, ricordi tutto (perché non è mica quel genere di sogni che dimentichi, per carità) e la giornata ti inizia male. Sbrighi ‘na chiavica le faccende più stupide, d’improvviso ti interessi delle sorti di gente che fino al giorno prima era potenzialmente morta. Il tutto condito da sensazioni contrastanti che partono dal disagio, passano dalla noia, la delusione, lo sconforto e arrivano all’invidia, nel peggiore dei casi alla gelosia. Fortunatamente non nel mio. Io mi ritrovo più nello sconforto, devo dire. E anche un po’ nel disagio. Non è propriamente facile da spiegare, soprattutto perché tutto questo ti porta inevitabilmente a ripercorrere vari episodi della tua vita, tutti che, guarda caso, ti confermano nell’ordine:
1. Che non sei stata in grado di creare delle amicizie solide
2. Che non sei stata in grado di creare una compagnia, con gente che va e gente che resta
3. Che non sei stata in grado di creare una qualsiasi base per un qualsiasi rapporto

È qui che subentra lo sconforto, nell’epoca in cui anche l’ultimo degli stronzi tromba senza pagare. Giusto per fare un esempio.


“Anna ha 18 anni e si sente tanto sola
Ha la faccia triste e non dice una parola
Tanto è sicura che nessuno capirebbe
E anche se capisse di certo la tradirebbe”


Scritto qui.

"Penso che il genere maschile è condannato all’impossibilità di comunicare davvero, quando si parla di sé. Peggio, quando cerca di dire di sé e dell’universo femminile. Un’antica maledizione. Ineludibile perché ha a che fare con qualcosa di molto profondo e che, in quanto profondo, adesso mi sfugge."
Massimo Cirri, A colloquio - Tutte le mattine al Centro di Salute Mentale
Calciatori Panini 1995
  • L.: Stanotte ho fatto un sogno un po' strano...
  • A.: Raccontami.
  • L.: Mah, niente, in pratica un bel giorno andavo da Roberto Donadoni e gli dicevo che come allenatore mi fa cagare.
  • A.: Hahahahahahhahahhahahahaha!!
  • L.: Insomma gli facevo una reprimenda sul fatto che agli Europei dell'anno scorso ha fatto cagare e che lo si sentiva gridare attraverso la radio.
  • A.: Davvero?
  • L.: Certo, te non li hai sentiti gli Europei commentati dalla Gialappa's?
  • A.: No, in realtà gli Europei non li ho proprio visti... Anzi no, forse una partita sola, ma perché eravamo tutti a casa di A.
  • L.: Be', lo si sentiva urlare dalla radio... Comunque, nel sogno, dopo avergli attaccato 'sto pippone, gli dico che lo preferivo quando era lui calciatore.
  • A.: Ma in che squadra giocava? Io non ricordo di averlo mai sentito prima dell'anno scorso...
  • L.: Era nel Milan, più o meno verso la fine degli anni '80/inizi anni '90... Pensa che io avevo anche la sua figurina, nel '95 feci anche l'album dei calciatori.
  • A.: Hahahahahahaa!! Davvero??
  • L.: Come no! L'avevano comprato a mio fratello, ma a lui non interessava quindi me lo son preso io!
  • A.: E l'hai completato?
  • L.: Macché... Ho attaccato solo i giocatori del Milan... Finito il milan, finito l'album...
  • A.: E le altre figurine? Che ne facevi?
  • L.: Regalate tutte ai miei compagni di classe... Quanti soldi buttati, eh?
  • A.: Ehehe! Va be', ma eri piccola... Oh, ma il sogno poi come finisce?
  • L.: Mah, l'ultima cosa che ricordo è quella che ti ho spiegato prima, gli dico che lo preferivo come calciatore... Magari da calciatore, ma con la faccia che ha ora... Ecco uno a cui la vecchiaia fa bene: più invecchia e più si infighisce.
  • A.: ... Secondo te.
  • L.: Stronza.
"Pesci
“Sto cominciando a capire me stesso”, ha dichiarato il pianista jazz Dave Bru­beck. “Ma avrei preferito riuscirci quando avevo vent’anni e non a 82”. Questa affermazione può sembrare scoraggiante, ma in realtà nasconde un’ottima notizia: in questo periodo hai lo straordinario potere di approfondire la conoscenza di te stesso. Da oggi al 20 maggio, potresti intuire alcuni misteri che normalmente si capiscono solo a 82 anni"

L’oroscopo di Rob Brezsny, Internazionale.it

Be’, però c’è speranza, io mi davo per dispersa già diversi anni fa.

Bei tempi quelli in cui il Signor Carlo poteva ancora permettersi di portare la frangetta.

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